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IL PIANO D'AZIONE DELLA "UE" PER RIDURRE I COSTI DI BOLLETTE: PAROLA D'ORDINE "FLESSIBILITA'". - paolomonzo

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IL PIANO D'AZIONE DELLA "UE" PER RIDURRE I COSTI DI BOLLETTE: PAROLA D'ORDINE "FLESSIBILITA'".

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PREMESSA: COSA E' LA FLESSIBILITA' ENERGETICA

Qui in queste due SLIDES, è schematizzata la transizione in corso del sistema energetico dei Paesi UE  - quale conseguenza della necessità di ridurre le emissioni sia inquinanti che climalteranti (CO2) legate alla produzione energetica -  da un "sistema di produzione centralizzato unidirezionale", verso un "sistema di produzione distribuito e bidirezionale" , che per soddisfare il vitale requisito della "FLESSIBILITA' ENERGETICA", deve necessariamente essere "intelligente", grazie alla DIGITALIZZAZIONE (cd SMARTT GRID).

Per capire a pieno le azioni con cui si vogliono ridurre i costi dell'elettricità, è opportuno comprendere prima che cosa si intende per "flessibilita' energetica", poichè tale concetto sia emerge come "parola chiave" nel Piano d'azione della U.E., sia è invocata dagli Stati membri della U.E.

(clicca su singole slides per ingrandire e leggere descrizione)

COSA E' LA FLESSIBILITA' ENERGETICA
La diffusione quindi delle rinnovabili "non programmabili" è destinata a ridurre la flessibilità energetica. Cosa significa? Che proprio in virtù della loro natura discontinua renderanno difficile agli operatori della infrastruttura di trasmissione assicurare in ogni istante il bilanciamento tra produzione e consumi.
Beninteso, non sono l’unica tecnologia a sottrarre flessibilità. Anche la produzione nucleare, seppure per motivi diversi, può sortire un simile effetto. I reattori nucleari non sono adatti a modulare rapidamente la loro produzione in base al fabbisogno, come succede invece con gli impianti termoelettrici a gas o idroelettrici. Questa rigidità operativa non dipende tanto da vincoli tecnici, che comunque esistono, quanto piuttosto da questioni economiche. Gli alti costi fissi di queste centrali non rendono conveniente farli funzionare in maniera discontinua, riducendo o aumentando la potenza per seguire le normali variazioni quotidiane della curva del carico.
Appare ovvio quindi che nei prossimi anni dovranno essere aumentati i requisiti di flessibilità del sistema elettrico per bilanciare domanda e offerta. Ma come e di quanto?

La flessibilità energetica o flessibilità elettrica può essere descritta come il grado con cui un sistema elettrico può adeguare la domanda di energia o la disponibilità di fornitura in risposta ad una serie di fattori, sia previsti che imprevisti. L’Agenzia Internazionale dell’Energia la definisce come capacità di un sistema elettrico di gestire in modo affidabile ed economico la variabilità e l’incertezza della domanda e dell’offerta , dal breve termine alla scala stagionale.
Ai TSO, gli operatori delle reti di trasmissione (in Italia, Terna), va il compito quotidiano di regolare la quantità di elettricità immessa nel sistema in maniera che offerta e domanda combaciano sempre. Come? Modificando dove necessario la programmazione produttiva richiesta alle centrali termoelettriche convenzionali e idroelettriche. Tuttavia, la corsa alle zero emissioni sta cambiando il modo in cui l’elettricità viene generata, portata e utilizzata dai consumatori.

Il primo problema è rappresentato dalle fonti rinnovabili non programmabili: La loro natura intermittente e la conseguente dinamica del carico residuo crea un’esigenza di flessibilità destinata ad ingigantirsi nei prossimi anni.

Ma altro problema è anche la sempre maggiore capacità di mutare la domanda (richiesta) di energia da parte degli utenti. Gli utenti stanno diventando partecipanti attivi al mercato dell’energia. Tra veicoli elettrici e le nuove frontiere del V2X, batterie su piccola scala, comunità rinnovabili e autoconsumo diffuso, l’interazione tra consumatori e operatori di rete è destinata a mutare radicalmente, rendendo il fabbisogno sempre più variabile.

Le soluzioni di flessibilità :
Come mantenere l’equilibrio della rete di fronte al cambiamento in atto? In aiuto arrivano le risorse di flessibilità. Non esiste una definizione ufficiale ma molto generalmente possono essere suddivise in 4 classi in base alla loro posizione nella filiera elettrica:

LATO DOMANDA in cui rientrano tutti i mezzi capaci di influenzare i modelli e l’entità dei consumi finali. I programmi di demand response per i clienti industriali ne sono un chiaro esempio. Le imprese possono ridurre o aumentare i propri consumi energetici in risposta alle esigenze del mercato elettrico, ricevendo in cambio di questa disponibilità una remunerazione. Ma anche i cittadini possono essere uno strumento importante per il demand response attraverso la programmazione della ricarica dei veicoli elettrici o dei carichi spostabili (lavastoviglie, asciugatrice, aspirapolvere, ecc.), pompe di calore e impianti di climatizzazione. Fondamentale per le risorse di flessibilità energetica lato domanda anche il V2X, acronimo di vehicle-to-everything. La sigla raggruppa tutte le moderne tecnologie che consentono alle batterie dei veicoli elettrici di funzionare in modo bidirezionale, per dialogare con le reti e ottimizzare i consumi.

LATO OFFERTA, con misure e tecnologie attraverso cui è possibile modificare l’offerta delle unità di produzione elettrica. In questa classe rientrano le centrali elettriche cd dispacciabili o programmabili indipendentemente da ceterminate condizioni meteo eo di luce solare (turbine a gas, centrali elettriche a carbone/biomasse, impianti a gas a ciclo combinato, centrali idroelettriche).

LATO RETE: che comprende interventi come la digitalizzazione o l’abilitazione di linee dinamiche o di interconnector.
altre fonti di flessibilità, come ad esempio lo stoccaggio stazionario (idroelettrico a pompaggi, volani, accumulo elettrochimico, accumulo a idrogeno).

In conclusione, già ora c'e' sempre piu' bisogno di MAGGIOR ricorso alle suindicate SOLUZIONI DI FLESSIBILITA', QUANTO MAGGIORE è la QUANTITA' di energia rinnovabile prodotta tramite FV e EOLICO, poichè questi sistemi di energia pulità garantiscono i fabbisogni elettrici su SCALA TEMPORALE rispettivamente GIORNALIERA (soprattutto il FV) e MENSILE (soprattutto EOLICO).
IL PIANO D'AZIONE "UE" PER RIDURRE I COSTI DELLE BOLLETTE: PAROLA D'ORDINE "FLESSIBILITA'"

E' stato pubblicato il Piano d'Azione per l'Energia Accessibile della Commissione Europea, presentato il 26 febbraio 2025, che mira a garantire energia economica, efficiente e pulita per tutti gli europei.

Nonostante i progressi nella transizione energetica, l'UE infatti si trova ad affrontare sfide significative, tra cui l'aumento dei costi energetici (dovuto a vari fattori, tra cui i conflitti Russo-Ucraino e in Medio-Oriento) e la povertà energetica che colpisce oltre 46 milioni di cittadini.

Il piano propone quindi otto azioni principali per dare concretezza a 4 OBIETTIVI O PILASTRI PORTANTI, l'ultimo dei quali (il QUARTO PILASTRO) è quello volto a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e in base al quale prepararsi a potenziali crisi energetiche.

A riepilogare in estrema sintesi, il Piano si fonda su QUATTRO PILASTRI:


1. ”Riduzione dei costi energetici:”
2. ”Completamento dell'Unione Energetica:”
3. ”Attrazione degli investimenti.”
4. ”Preparazione a crisi energetiche”

Circa il "PILASTRO 1" inerente la "Riduzione dei costi energetici", si prevedono (a tal fine) a sua volta quattro azioni specifiche da intraprendere già nell’immediato (nel corso cioè del 2025).

Tali azioni per "ridurre i costi energetici" sono quindi quattro, e sono riassumibili nei seguenti punti, ognuno poi sviluppato su vari step di completamento:


- Riduzione dei costi delle bollette elettriche .
- Riduzione del costo della fornitura elettrica .
- Azioni sui mercati del gas .
- Incrementare l'efficienza energetica e, quindi, i risparmi.


Da questa sintesi del "PIANO D'AZIONE U.E. PER RIDURRE I COSTI ENERGETICI", emerge soprattutto un concetto chiave o “parola d’ordine” , che è quello di “FLESSIBILITA’” sia dal lato dei consumatori (titolari della domanda di energia) , sia dal lato dei PRODUTTORI DI ENERGIA (titolari dell’offerta di energia), sia infine dal lato degli STATI (titolari del potere regolatore di entrambe le cose, cioè della domanda e dell’offerta di energia).

L' immagine riepilogativa a fianco è tratta invece dall'articolo " Piano d’azione per l’energia accessibile, ecco la strategia UE salva bollette" di Rinnovabili.it , che ha riassunto in uno schema sintetizzato al massimo, tutte e quattro le azione specifiche da intraprendere già nell’immediato (nel corso cioè del 2025) per realizzare il cd "PRIMO PILASTRO inerente la "RIDUZIONE DEI COSTI ENERGETICI"

Anche il Ministro Italiano G.PICHETTO FRATIN, in sintonia con il Piano della Commissione U.E. dopo la sua pubblicazione , ha ribadito le ragioni per le quali l'ITALIA non avrà comunque piu' bisogno del GAS RUSSO nel caso di un'auspicata pace della RUSSIA con L' UCRAINA, e che un eventuale nuova disponibilità del Gas Russo nei mercati,  avrà come effetto positivo una maggiore offerta di Gas sui mercati stessi e quindi un riduzione in ogni caso dei prezzi dell'energia .
(video tratto da "Corriere della Sera , FONTI ALTERNATIVE & GREEN TRANSITION al link https://www.facebook.com/corrieredellasera/videos/950293070219438/ )
In questo video del TG 3, viene data una sintesi del PIANO DI AZIONE U.E. PER UN ENERGIA ACCESSIBILE A TUTTI e del CLEAN INDUSTRIAL DEAL (il piano per decarbonizzare l'industria Europea) : la Commissione U.E. afferma espressamente di rimanere ferma la rotta sul Green Deal e che anche con la fine del conflitto Russo-Ucraino l'Europa non avrà quindi piu' bisogno del Gas Russo.
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