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BREAKING NEWS: IN INVERNO 2022-23 F.E.R. BATTONO FOSSILI... E EVAPORA IL RICATTO DEL GAS RUSSO

BREAKING NEWS

Sistema elettrico europeo: inverno ‘22-‘23, le f.e.r. battono le fossili per la 1° volta


Lo scorso inverno, per la prima volta le rinnovabili hanno generato più elettricità delle fossili in Europa. Le fonti pulite sono salite a una quota del 40% del mix elettrico contro il 37% di gas, petrolio e carbone. La crescita delle fer, rispetto all’inverno 2021-22, si è attestata al +4%.

Il dato più interessante è che il balzo delle rinnovabili tra ottobre 2022 e marzo 2023 ha permesso all’Europa di evitare di sprofondare di nuovo tra le fossili.
La generazione elettrica da carbone è scesa dell’11% – nonostante l’alto costo del gas, che ha fatto tornare economicamente conveniente questa fonte fossile – mentre quella da gas si è contratta del 13%. Le paure di un “ritorno al carbone”non si sono affatto materializzate. Quindici dei 18 paesi UE che hanno ancora una flotta a carbone hanno ridotto i volumi generati, mentre Italia, Finlandia e Ungheria li hanno incrementati.
Mentre Roma e Madrid, insieme, hanno realizzato i 2/3 dei tagli alla generazione da gas in tutto il continente.

Su questo sfondo, per non farsi trovare impreparati nei prossimi mesi l’imperativo è accelerare l’addio alle fossili.
Replicare le riduzioni dei consumi richieste lo scorso inverno (2022-2023) al sistema elettrico europeo, infatti, alla lunga non è sostenibile.
I tagli hanno permesso di risparmiare 12 miliardi di euro, di cui quasi 1,2 mld solo in Italia ma possono confliggere con produttività industriale e qualità della vita.



Video tratto dal recente  "Italia, liberiamo le rinnovabili - Presadiretta - 11/09/2022 ":  In Italia tra burocrazia, pareri delle soprintendenze e proteste locali, si sono perse grandi occasioni. Ma ci sono per fortuna anche esperienze di eccellenza nella produzione di energia pulita, nella ricerca tecnologica e nel risparmio energetico.
Ecco da dove l’Italia importa il 93% del petrolio che consumiamo.

Situazione riferita a circa un anno fa (primavera 2022), allo sfociare del conflitto "Russia-Ucraina": fonte articolo https://greenreport.it/news/economia-ecologica/ecco-da-dove-litalia-importa-il-93-del-petrolio-che-consumiamo/#prettyPhoto

L’Italia è ormai una Repubblica fondata sul gas naturale (che soddisfa circa il 40% della nostra domanda di energia), con il petrolio a seguire in seconda battuta: entrambi combustibili fossili che importiamo per la quasi totalità, in un rapporto di reciproca dipendenza con Paesi assai problematici.

Importiamo infatti il 96% del gas naturale che consumiamo (per il 40% dalla Russia) e il 93% del petrolio. «D’altronde, come anche per il gas, le riserve nazionali sono assai limitate: quelle accertate (al 2019), secondo i dati ufficiali del Ministero della transizione ecologica, basterebbero si e no a coprire un anno di consumi», spiegano da Italy for climate.

A differenza degli altri combustibili fossili, l’approvvigionamento di prodotti petroliferi è estremamente diversificato, con quasi 50 diversi Paesi da cui importiamo l’oro nero, anche se l’import di fatto è concentrato soprattutto da 5 Stati; da qui arrivano infatti i due terzi del nostro petrolio.

«I prodotti petroliferi sono gli unici combustibili fossili per cui la Russia non è il primo fornitore nazionale. Ma anche in questo caso i principali fornitori, per lo più dell’area nord africana e della penisola araba, sono Paesi con governi autoritari o comunque a rischio di stabilità. Anche quella dei prodotti petroliferi, quindi, resta una dipendenza pericolosa che la transizione energetica potrebbe contribuire a ridurre in modo significativo», concludono nel merito da Italy for climate.

LA NUOVA SITUAZIONE ENERGETICA EUROPEA DAL 2023: COMINCIA AD EVAPORARE IL RICATTO DEL GAS RUSSO.

Grazie a solare ed eolico, lo storage UE a fine inverno era al 57%. Senza il contributo delle rinnovabili sarebbe stato al 43%.

Secondo i dati pubblicati dal CREA, nel solo 2022, l’aumento della generazione solare ed eolica ha permesso di risparmiare 14 miliardi di metri cubi (bcm) di gas, pari al 12% della capacità totale degli stoccaggi gas UE sotterranei in quell’anno, con un livello di riempimento del 95%, molto superiore alla soglia di sicurezza stabilita a livello comunitario. Le rinnovabili, nel complesso, hanno generato 625 TWh nel 2022, il 22% del totale europeo, superando le fossili ferme al 20%.

Ora la dipendenza dalla Russia è in maniera evidente in picchiata e non solo per la diversificazione delle fonti intrapresa dai paesi UE.

Il ricatto energetico del gas russo, sguainato con l'inizio della guerra con l'UCRAINA come "instrumentum regni" per condizionare le scelte di vita degli Occidentali, è quindi sempre meno pressante, e tutto ciò si traduce anche in meno entrate per il Cremlino. Nel 2022, secondo i dati del CREA, nonostante gli sforzi, l’Europa aveva versato a Mosca 57 miliardi di euro per il gas via pipeline e 18 miliardi per quello via nave.

Nel primo trimestre 2023 i numeri raccontano un crollo verticale: appena 5,1 miliardi di euro in tutto.


Gazprom aveva pubblicato nel Settembre 2022 questo video al link https://www.youtube.com/watch?v=n2b_0gfV_4E ora ovviamente non piu' raggiungibile ma disponibile al link del CORRIERE DELLA SERA https://youtu.be/V3W0g_gGUt8 e in cui si rappresenta la minaccia lanciata dalla Russia all'Europa:
si rappresenta infatti chiaramente che alla chiusura (minacciata dalla Russia) del Gas Russo, le bandiere UE sventoleranno “al vento” (cioè inutilmente), poiché una coltre di neve e ghiaccio calerà sui centri urbani (come denota il video sulle distese nevose sulle città), mentre le immagini delle fonti rinnovabili seguiti dalle fiamme dei fornelli a gas che si spengono, stanno chiaramente a significare che “l’eolico girerà al vento (cioè inutilmente), il fotovoltaico finirà al verde (cioè fallirà), l’idroelettrico sarà un “buco nell’acqua”, perché "insieme" non saranno comunque in grado di far fronte alla chiusura del Gas Russo. A questo punto, mentre la gente circola inconsapevolmente del problema, al cielo sereno subentrano le nubi di un giorno diverso, al di sopra delle quali svetterà "una sola GUGLIA RUSSA" .
La "Guglia", per chi si chiedesse cosa sia, in architettura e’ il “cappello finale” a copertura di una struttura massiccia eretta in senso esclusivamente verticale.
E' evidente lo stretto nesso che si vuol evidenziare tra "energia e politica", ed in questo frangente, con tale "guglia" si richiama un concetto "secolare" a base dei grandi imperi : mentre negli "imperi" del passato si ricorreva alle religione come "instrumentum regni", ora invece l'uso dell' "energia" diviene l"instrumentum regni" piu' efficace, poichè "strumento di governo" piu' idoneo a condizionare le "masse ormai acculturate", ed in particolare le scelte di vita degli Occidentali.

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